A.S.D. Cefalù Calcio

Associazione Sportiva Dilettantistica

Lettera aperta alla Società, alla squadra e ai tifosi:

"Siamo giunti all’ arrivo. Abbiamo chiuso i battenti per questa stagione, la prima per quanto mi riguarda da addetto stampa ufficiale della A.S.D. Cefalù Calcio."


 

 Lo staff al completo

 

Mi sono sentito in dovere al termine di queste ultime emozionanti settimane, di scrivere liberamente qualche riga per ringraziare tutti i protagonisti di quest’anno e coloro i quali li hanno sempre seguiti con ogni mezzo disponibile: spero che questa sorta di lettera che ho scritto sia piacevole da leggere quanto lo è stato per me scriverla, e mi scuso anticipatamente coi lettori per essermi dilungato troppo, visto il mare di persone che dovevo ringraziare, e le esperienze vissute insieme che dovevo assolutamente raccontare.

Ciò che volevo offrire a tutti voi lettori, era il mio personalissimo punto di vista di quest’anno appena trascorso, visto dagli occhi di chi ha seguito costantemente la squadra giorno per giorno, in casa e in trasferta, col sole e la pioggia… e a qualsiasi orario o condizione di sorta!

Credo che per trarre le conclusioni di questi nove mesi passati insieme, non sia possibile considerare solo la delusione in finale di Playoff a Capo d’Orlando: per tirare davvero le somme è necessario dare uno sguardo globale al lavoro svolto, soffermandoci come mi è solito fare, su ciò che di buono è stato fatto e sui tanti bei momenti condivisi come squadra, ed è di questo che volevo scrivere in questa lettera.

Mi piacerebbe partire iniziando a raccontare come è nata e si è formata questa mia esperienza: il direttore sportivo Rolando Fiduccia è stato il primo a contattarmi lo scorso Luglio, e a decidere di nominarmi Addetto Stampa della società. Dopo qualche secondo di sorpresa, decisi di accettare la proposta: il fatto che in società avessero pensato immediatamente a me, dopo 8 anni di lunga gavetta e tante belle esperienze alle spalle con varie redazioni e radio locali, mi aveva reso felice.

La mia gavetta sarebbe dunque continuata ancora, ma questa volta avrei avuto la prima vera possibilità di fare esperienza diretta sul campo, a contatto tra i compagni di squadra e i colleghi di altre località, conoscendo così nuove realtà lungo i viaggi che avremmo affrontato e girando praticamente tutta la Sicilia in lungo e in largo.

L’idea che avevo in mente, in sintonia con la società, era quella di offrire il miglior servizio di informazione possibile: veloce, completo e aperto a tutti come non era mai accaduto prima nell’ambito sportivo cefaludese, e con l’intento di riportare alto l’interesse e l’entusiasmo nei confronti del calcio della nostra città, che negli ultimi difficili anni era venuto a mancare. Naturalmente, sfruttando anche il momento storico in cui viviamo, ci siamo serviti delle varie tecnologie che ci hanno permesso di realizzare tutto questo facendo dei passi in avanti enormi: abbiamo creato il sito ufficiale della squadra cercando di tenerlo sempre aggiornato con cronache e servizi fotografici, ci siamo aperti al confronto con i social media entrando in contatto con voi attraverso la rete e gli altri canali, tentato inoltre (entro il possibile) di sfruttare le dirette radiofoniche, e creando una fitta rete di collaborazioni con emittenti radio e televisive, oltre che con testate on – line, cefaludesi e non.

Sono contento di poter dire senza timore, di essere riuscito in ciò che tutti noi ci eravamo prefissati, ossia riavvicinare l’interesse dei cefaludesi al calcio di casa propria, lasciando alle spalle i problemi e forse anche la “chiusura” delle passate stagioni calcistiche cefaludesi,  sia da parte della società che da un punto di vista dell’attenzione del pubblico, che ambiva come tutti ad un progetto vincente. Credo che i primi risultati di questo progetto siano visibili a tutti, come credo che potremo e dovremo migliorarci ancora ampliando il ventaglio di servizi da mettere a disposizione, ed è quello di cui ci stiamo già occupando nella speranza che questi sforzi vadano a coronare una stagione vincente.

Credo che un risultato del genere non sarebbe stato eguagliabile senza tutte queste collaborazioni, e ancor di più senza gli sforzi incredibili del mio collega Matteo Di Fina, una persona seria e generosa, un ottimo collega e addetto stampa che ho personalmente proposto alla società per le sue esperienze anche in altri settori del giornalismo sportivo telematico, e che è ancor prima un amico fidato con cui ho condiviso di tutto, dall’amicizia, sino agli studi universitari di questa carriera da aspiranti giornalisti che spero ci porti davvero lontano.

Ho seguito con grande interesse questo ultimo decennio di calcio cefaludese, guidato dalla passione che mi è stata trasmessa fin da piccolo dalla mia famiglia e in primis da mio padre Vincenzo, fondatore di una delle prime stazioni radiofoniche private di Cefalù “Radio Cefalù Sud”, e che ha trasferito in me questa passione verso le tecniche e gli strumenti dell’informazione insieme a un mare di altre cose… e ancora da mio zio, “Toti Cardali”, ex Stella Azzurra ai tempi dei tornei cefaludesi degli anni ’70, anche lui collaboratore di quella radio e che prima ancora di questo ha sostenuto enormemente me e la mia famiglia, proprio come un secondo padre. Quel poco che ricordo degli anni d’oro della “gloriosa Cephaledium” sono immagini sbiadite di quando i miei mi portavano allo stadio: ricordo vagamente il verde del S. Barbara, il tifo, le notizie sul televideo e sulle trasmissioni televisive locali, e poco altro ancora. 

Cephaledium stagione 2007/2008Cephaledium stagione 2009/2010 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Quando ho iniziato effettivamente ad entrare nell’ ambiente all’ età di 13 anni, eravamo già parecchio lontani da quella realtà, e molti conosceranno quella storia meglio di me. Ho esordito grazie all’ aiuto e ai preziosi insegnamenti di mio cugino “Toti Cesare” e della sua lunghissima esperienza in questo settore, avendo avuto inoltre il piacere di collaborare con Michele Bellipanni, amico di famiglia che non abbiamo mai dimenticato. Ho vissuto gli ultimi anni di agonia di quella oramai decaduta Cephaledium, tra gestioni complicate, retrocessioni e dibattiti mai risolti con le vecchie amministrazioni riguardo l’agibilità dello stadio comunale, che spero di cuore potrà essere ripristinato già dalla prossima stagione.

Mi è toccato aprire questa lunga parentesi per farvi comprendere meglio del progetto e degli intenti con cui è nata la A.S.D. Cefalù Calcio tre anni fa, dopo il fallimento della storica società cefaludese: l’intento è stato quello di ripartire dalle ceneri passate, con un progetto fresco e moderno che fosse da prendere d’esempio attraverso la valorizzazione umana e calcistica di giovani talenti locali, coadiuvati da uomini esperti e sotto la guida tecnica di Giuseppe Minutella, che è sempre rimasto legato a questa società a dimostrazione della solidità degli ideali societari, e della determinazione nel voler tradurre in campo queste idee da parte di tutto quanto lo staff.

Durante il primo anno di vita, la neonata Cefalù è balzata immediatamente in Promozione per via della fusione con il Gangi, ma la squadra non era ancora pronta per un simile passo e così giunse la retrocessione in Prima Categoria. Finalmente in quel campionato la squadra gialloblu poteva esprimere realmente il proprio potenziale: cambiarono gli interpreti ma non il modello gestionale, la rosa fu ricostruita velocemente con ottimi uomini ed elementi,  stravincendo una Prima Categoria dal sapore dolce, visti i tanti cefaludesi estratti dal settore giovanile e che hanno saputo trascinare la squadra fino a dove ci troviamo adesso. 

La festa d'inaugurazione della A.S.D. Cefalù Calcio  La vittoria del campionato in Prima Categoria

 

 

 

 

 

 

 

 La formazione scesa in campo per la finale

Nella stagione appena conclusa, al ritorno in Promozione, si è cercato (non senza qualche difficoltà) di ritornare ai livelli cui eravamo abituati, costruendo una squadra all’altezza delle ambizioni di Minutella e dei dirigenti: Salvatore Cimino acquisisce la società, dimostra di avere tante idee e tantissima voglia di cominciare questa sua prima esperienza, ma il cammino per ritornare alle categorie che spettano ad una piazza importante come Cefalù è ancora molto lungo.

La nostra avventura comincia nel migliore dei modi: passano le settimane di preparazione estiva e l’organico diventa via via più forte e completo, i ragazzi migliorano giorno dopo giorno e amichevole dopo amichevole, finché arriviamo pronti e carichi alla prima di campionato. L’esordio è davvero incoraggiante: subito 2-0 contro il Rocca di Caprileone; Il gioco deve ancora sbocciare ma la squadra fa quasi sempre risultato, tenendo testa anche alla favorita Igea e cogliendo punti importanti in trasferte lunghe e difficili come quella (molto faticosa) di Spadafora. Restiamo imbattuti per le prime dieci giornate (unica eccezione in Coppa Italia con l’eliminazione da parte del S.Agata) e nel giro di poche settimane, quasi senza accorgercene arriviamo al comando della vetta: Minutella ha una mentalità vincente ma sa che non bisogna guardare alla classifica, perché la squadra sta bruciando le tappe e le inseguitrici mantengono il passo.

La consapevolezza di essere inseguiti ci ha forse procurato un periodo di flessione: è verso la fine di Ottobre che iniziano le prime difficoltà e i primi veri esami di maturità, un periodo no che sarebbe durato fino a Dicembre. Il Cefalù rallenta la corsa in campionato con alcuni brutti pareggi (S.Agata, Collesano, Torregrotta, solo per citarne alcuni) ma è la brutta sconfitta contro la Ciappazzi (arrivata su rigore beffardo) a confermare la situazione di “crisi”, cosa che ha messo a dura prova i nervi dello spogliatoio, che però ha saputo ricompattarsi.

Il Cefalù risolleva le proprie sorti durante la sosta natalizia con un ottimo mercato di riparazione, che per noi e per il gruppo è significato soprattutto il periodo dei saluti con alcuni elementi importanti non solo della rosa, ma dello stesso spogliatoio. Insieme ad altri partono Cane, Barone, Castiglione e arrivano Battaglia, Calabrese, Ferrito ecc… eppure è stato così che la squadra ha iniziato lentamente a trovare la propria identità. Una prima, piccola svolta arriva nel girone di ritorno in casa contro la Spadaforese: un 2-1 che porterà verso un ciclo impressionante di ben 8 vittorie consecutive (12 i risultati utili consecutivi) in cui finalmente la squadra troverà la quadratura definitiva del cerchio, e che segneranno un girone di ritorno eccellente che ci farà sognare, con pochissime sconfitte e goal subiti lungo tutto il percorso. Eppure, è proprio nel momento migliore, nel finale clou della stagione, che sfuma il sogno di centrare il primo posto ormai occupato da molte giornate dal Rocca: a Milazzo i gialloblu colgono la sconfitta più bruciante della stagione in una domenica a dir poco folle, un 3-2 che però non ha ridimensionato definitivamente l’ambiente.

Si chiude il campionato ancora all’insegna dell’imprevedibilità, con l’Igea che vola verso l’Eccellenza con un goal memorabile di Serraino giunto solo al 97°, proprio nel faccia a faccia finale contro la capolista… in men che non si dica è tempo di Playoff. Contro la Spadaforese, il Cefalù gioca una delle migliori partite della stagione, ma ancora una volta ci si complica la vita laddove non ci sarebbe dovuta essere storia, e così il successo arriva soltanto nel minuto conclusivo dei supplementari col goal di Geraci, un goal che vale una finale acciuffata davvero per il rotto della cuffia.

 

Tutti sotto la curva dopo la vittoria in semifinale
Il Cefalù raccoglie gli applausi al termine della finale 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo un’attesa infinita, si arriva finalmente al giorno più bello e importante contro l’avversaria che meno ci saremo aspettati: ancora una volta ci si para davanti il Rocca di fronte al gremito stadio Micale di Capo d’Orlando, dove anche i nostri sostenitori si sono fatti sentire non poco: la lotta è serrata, ma il primo tempo dei gialloblu è stato semplicemente sbalorditivo… il risultato avrebbe dovuto decretare il dominio gialloblu ma la squadra ha pagato gli errori sotto porta, lottando fino all’ultimo secondo dei supplementari con tutte le energie, contro tutto e tutti. Il 2-2 finale non ci ha di certo premiati, e ha fatto molto male vedere l’incredibile sforzo di questi splendidi ragazzi, svanire nel nulla nel match più intenso dell’anno.

Tutto è rimandato al prossimo anno: sono passate alcune settimane da quella finale, ma ancora ci ripenso, e scommetto di non essere il solo.

Nel frattempo, tra mille altri colpi di fortuna il Rocca è riuscito a superare anche l’ultimo ostacolo chiamato Canicattì, accedendo così in Eccellenza al termine di un percorso pazzesco e che alla fine si è rivelato vincente. Non è stato così per noi che ci abbiamo provato fino al fotofinish tornando a casa a testa alta, ma del resto non c’era posto per tutte e forse, nemmeno il destino è stato dalla nostra parte.

Volendola prendere con filosofia, e riprendendo anche le parole pronunciate dal mister, penso che sia stato meglio per noi non avere bruciato in questo modo le tappe: il gruppo è giovane e deve ancora crescere tanto; è vero, resta ancora una minima possibilità di ripescaggio, per questo la squadra sarà rinforzata a prescindere da come andrà, perché in caso di un eventuale approdo in Eccellenza il percorso comincerà a farsi veramente duro, del resto a quei livelli le squadre diventano tutte molto ostiche, ed è lì che ci si comincia a divertire seriamente.

In attesa di vedere ciò che sarà, chiudo cogliendo un ultimo, doveroso ringraziamento a tutto lo staff e ai nostri uomini, i veri protagonisti per cui abbiamo scritto pagine intere in questa stagione, la prima per me vissuta a contatto diretto con loro come membro della squadra e della dirigenza. Ed è proprio per questo che desidero ringraziare tutti, uno per uno, per avere fatto sentire me e tutti quanti come parte del gruppo in ogni viaggio intrapreso: non dimenticherò facilmente le ultime settimane vissute col cuore in gola insieme a voi, provando esattamente le stesse tensioni e le stesse gioie, come se anche noi dovessimo scendere in campo e lottare come squadra!

Un grazie di cuore ad ognuno di voi, indistintamente. Per tutte le risate, i salti di gioia e qualche volta anche per le delusioni… spero davvero che possiate rimanere tutti quanti perché ve lo meritate, per continuare insieme quanto cominciato e stavolta concludere alla grande, raggiungendo il NOSTRO obiettivo comune… e sicuro del fatto che ci rifaremo subito!

 

Il vostro Addetto Stampa.

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